Dic
03

CinEvergreen – Il mio vicino Totoro

Il mio vicino Totoro è un film d’animazione giapponese del 1988, ed è tra le opere più amate del maestro Hayao Miyazaki.
Le due sorelline Satsuki e Mei si sono appena trasferite, insieme al loro papà, in una nuova casa in campagna, nell’attesa che la loro mamma, ricoverata in un ospedale poco distante, venga dimessa. E qui, fra le meraviglie della natura che germoglia rigogliosa, comincia per le bimbe un viaggio fantastico in compagnia di creature buffe e tenere che solo gli occhi dei bambini possono vedere.
Col suo inconfondibile tocco poetico, Miyazaki ci consegna un racconto delicato e bellissimo sull’infanzia e il potere dell’immaginazione.

Recensione a cura di Cristina Scotto D’abusco, montaggio di Martina Esposito

Nov
30

CineWriters – Il Corvo

“Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse le cose a posto.”

Con queste parole una voce fuori campo ci accompagna fra i palazzi di una tetra città in cui impera il crimine. È la notte di Halloween, meglio conosciuta come “la notte del diavolo”, e i fidati scagnozzi dello spietato Top Dollar mettono in ginocchio l’uggiosa Detroit, riducendola in cenere, schegge e frantumi. E quella stessa notte viene tolta la vita a due giovani innamorati, Eric e Shelly, brutalmente assassinati. Un anno dopo il corvo – traghettatore di anime – riporta in vita Eric, che ora è dotato di poteri sovrumani e si lascia quindi guidare da una folle sete di vendetta.

Il Corvo è un film del 1994 diretto dall’allora giovane Alex Proyas. E prima ancora è un fumetto underground di James O’Barr.

 

La trama è semplice e si dipana lineare, se non fosse per i pochi flashback che raccontano la vita felice, seppur breve, della coppia.

Il ragazzo dal volto dipinto di bianco, che nel fumetto è conosciuto col solo nome, qui è Eric Draven, che per assonanza ricorda “The Raven”, nota poesia di Edgar Allan Poe. Non a caso nel racconto ci sono riferimenti, (di O’Barr prima, di Proyas poi) alla letteratura gotica e all’universo musicale rock degli Anni Ottanta.

The Cure, Stone Temple Pilots, Helmet, The Jesus and Mary Chain sono solo alcuni degli artisti che firmano la strepitosa colonna sonora. Questi, insieme ad una fotografia livida e ad una scenografia quasi spettrale, danno voce e corpo a passione e vendetta.

Nelle vesti del protagonista, l’attore Brandon Lee, figlio della leggenda delle arti marziali Bruce Lee, dà prova di grandi doti drammatiche per una performance di notevole intensità.

 

Proprio durante le riprese de Il Corvo, Brandon Lee perse la vita per un colpo di pistola che doveva essere invece caricata a salve. Il misterioso incidente ha creato molto scompiglio all’epoca, senza che si riuscisse a venirne a capo. Proyas per completare il film fece ricorso a controfigure e tecniche di computer grafica.

La pellicola riprende i topoi della vendetta e dell’amore capace di trascendere la morte, incappando talvolta in qualche ingenuità di scrittura dovuta al perseguire gli stereotipi dei due macrotemi; nel complesso la sceneggiatura appare fluida e ben strutturata.

Dopo qualche anno si è cercato un nuovo successo attraverso gli stessi elementi, ma il tentativo di rimaneggiare la trama è stato fallimentare: Diversi sequel, una serie tv, reboot e remake non potevano ricreare l’ipnotica magia del primo film.

 

Così, certamente complice la tragica morte dell’attore che contribuisce ad accentuare l’aura maledetta della pellicola, il Corvo risulta un colossal successo destinato a lasciare un’orma indelebile per generazioni. Basti pensare alla maschera di Eric, al brano Burn dei Cure, all’indimenticabile battuta“Non può piovere per sempre”, ancora oggi elementi riecheggianti e presenti nel contesto culturale cinematografico (e non) che hanno fatto de Il Corvo un mito consacrato all’immortalità.

 

Cristina Scotto d’Abusco

 

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=QFeWjpHOC_I

Nov
25

CineTime – Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody, è il nuovo film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro  frontman Freddie Mercury (interpretato da Rami Malek).
Il film ricostruisce la storia della band attraverso le canzoni che continuano ad essere fonte di ispirazione per tutti gli appassionati.

Recensione a cura di Samira Haouachi e Miriam Russo, montaggio di Martina Esposito

Nov
25

CinEvergreen – Il capitale umano

Il capitale umano è un film del 2014 tratto dall’omonimo libro di Stephen Amidon, diretto da Paolo Virzì, con Fabrizio Bentivoglio e Valeria Golino. Nel codice a barre presente nella locandina, c’è tutto: l’espressione con cui le assicurazioni calcolano il prezzo della vita umana. Il film è il ritratto di un paese in crisi, e anche un film  dove alla base dell’intrigo privato troviamo il denaro e il profitto a tutti i costi. Allo spettatore è affidato il compito di assolvere o condannare i personaggi, compito che non si assume la regia, che osserva la scena dall’esterno senza prendere posizione.

Recensione a cura di Mattia Canino