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A proposito di niente: una vecchia storia mai del tutto finita

Nelle ultime settimane l’agenda setting di giornali, emittenti televisive e conversazioni a tavola di tutto il mondo è oberato dall’argomento Coronavirus.

C’è chi fa fronte all’emergenza guardando i telegiornali e ascoltando fedelmente la conferenza stampa della protezione civile delle 18 memorizzando numeri di morti, guariti e nuovi positivi e chi cerca di pensare al Covid-19 il meno possibile.In aiuto di quest’ultimi, che ormai iniziavano ad esaurire la scorta di film e libri da usare per distrarsi, accorre Woody Allen, stavolta non con un nuovo film ma con un’autobiografia, A proposito di niente, che narra della vita del regista, ma soprattutto del controverso caso giudiziario che coinvolse Allen, la sua ex compagna Mia Farrow e i alcuni dei figli, biologici e adottati, della donna nel 1992.

Il caso giudiziario

La vicenda familiare è riassumibile a chi non la conoscesse nei seguenti punti:

  1. Mia Farrow, compagna da 12 anni di Woody Allen, scopre delle foto pornografiche in possesso del regista. Le foto ritraggono la figlia adottiva della donna e del suo precedente marito, Soon-Yi Farrow Previn.
    Farrow lascia immediatamente Allen chiedendo la custodia dei figli adottivi Dylan e Moses e del figlio biologico Satchel Ronan, dando inizio a una lunga battaglia legale.

    Allen intanto inizia una relazione con Soon-Yi, che sposerà nel 1997.

  2. Prima dell’inizio del procedimento il pediatra della piccola Dylan, che all’epoca aveva 7 anni, contatta le autorità accusando Allen di abuso sessuale nei confronti della bambina. A rafforzare la sua tesi porta una registrazione delle dichiarazioni di Dylan fornitagli da Mia Farrow.

    Il pubblico ministero Frank Maco chiede a un team di specialisti del Yale-New Haven Hospital di esaminare il caso.

  3. Accuse, contro-accuse, conclusioni, ribaltamento delle conclusioni fino a raggiungere la sentenza finale: insufficienza di prove credibili a supporto della tesi di Allen, ossia che Farrow stesse manipolando la mente della figlia adottiva, già emotivamente molto vulnerabile, per vendetta nei suoi confronti.

    Insomma, secondo la corte qualcosa di sbagliato nel rapporto dell’uomo con la bambina c’è.
    La custodia dei figli della coppia viene quindi concessa alla Farrow, mentre ad Allen venne negato il permesso di visitare Dylan; poté, dal quel momento, vedere Ronan, che nel 1992 ha cinque anni, solamente sotto supervisione, mentre Moses, all’epoca quattordicenne, decide di non frequentare suo padre.

    Nel settembre del 1993 il pubblico ministero Frank Maco dichiara pubblicamente che, d’accordo con Mia Farrow (e nonostante avesse “prove di colpevolezza”), non avrebbe perseguito Allen per le accuse di molestia sessuale per risparmiare alla figlia adottiva il trauma di un simile processo.

  4. Il caso giudiziario è chiuso, ma il vespaio sollevato da esso ovviamente non lo è.
    Dylan Farrow tuttora accusa Allen di averla molestata sessualmente mentre Moses, riappacificatosi col padre, sostiene che Mia Farrow sia una donna violenta e che abbia sempre manipolato la mente fragile della figlia.

    Ronan Farrow invece non intrattiene rapporti col padre dalla maggiore età, definendo immorale la sua condotta con Soon-Yi, che considera sua sorella. Dal canto suo la donna, tuttora moglie del regista, dice di non aver mai trascorso momenti col regista durante la sua infanzia e Allen la considera una ragazza di cui si è innamorato e che ha sposato.

  5. Arriviamo al 2017. Ronan Farrow è diventato un giornalista e ha sollevato un vespaio anche più grande, quello degli scandali sessuali legati a Harvey Weinstein.

    Il movimento che ne consegue riporta l’attenzione sulla vicenda di Allen, che a pensarci ha vari elementi in comune con il caso Weinstein, che viene via via emarginato dalla scena cinematografica e sociale americana.

  6. Woody Allen quindi decide di dire la sua e pubblica l’autobiografia A proposito di niente, in cui narra la sua versione dei fatti, smentendo le accuse che gli sono state rivolte.

A proposito di niente: il successo

Probabilmente le risposte di voi lettori, arrivati a questo punto, sono due: decidere che con le tragedie greche avete chiuso alle superiori e cercare di dimenticare questa brutta storia oppure essere talmente curiosi a riguardo da voler acquistare A proposito di niente.

Che, a proposito, è già il libro più venduto online.

 Insomma, A proposito di niente, sarà ben lungi dal rubare la scena al Coronavirus, ma di sicuro una faccenda come quella trattata nel libro può distrarre da ogni altro argomento.

Amida Agalliu