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Before Trilogy: “Intanto il tempo passa ma tu non passi mai”

Nel 1995 e quindi anni prima di Boyhood (2014), Richard Linklater, il regista che meglio racconta lo scorrere del tempo sul grande schermo, ci regalava Before Sunrise, il primo film della Trilogia del Tramonto, composta inoltre da Before Sunset e Before Midnight.

Qui le vite dei protagonisti Jesse (Ethan Hawke, attore che lavorerà nuovamente per Linklater proprio in Boyhood), un ragazzo americano, e Celine (Julie Delpy), una giovane parigina, si intrecciano più volte durante un arco temporale che va dal 1995 al 2013.

A rendere questa trilogia davvero brillante e unica nel suo genere è proprio il suo concept, interamente basato sul trascorrere del tempo: ad una distanza di 9 anni dall’episodio precedente (lasso di tempo che trascorre anche nella vita reale), vengono infatti mostrati gli incontri fra i due protagonisti, prima poco più che ventenni a Vienna, poi a Parigi, e infine in Grecia sull’orlo della mezza età.

Non un’altra stupida “rom-media” americana

Dimenticate qualunque cosa sia una banale commedia romantica, perché questa trilogia porta il genere su un altro livello. A fare invidia alle altre storie è senz’altro la peculiarità della sceneggiatura, scritta da Linklater insieme ai due attori protagonisti, che gioca tutto sul dialogo: in questi film infatti non si fa altro che parlare, non succede nulla, eppure succede tutto. In maniera iper-realistica gli attori, così come avviene per i personaggi che interpretano, invecchiano, maturano e raffreddano le loro passioni, ma nonostante ciò si aggrappano con forza ai ricordi del loro primo incontro. Attraverso le discussioni profonde e sincere di Jesse e Celine, lo spettatore ( anche quello meno avvezzo al genere) apprezzerà l’opera di Linklater perché non solo si troverà ad osservare le varie fasi di una relazione che nasce, finisce, ricomincia e si rinforza, ma verrà messo di fronte alla consapevolezza che la favola non esiste e che tutto è soggetto al cambiamento del tempo.

La magia del cinema

Da non sottovalutare in questi film è senz’altro la fotografia, la quale riesce a catturare la magia di ogni momento con i suoi piani sequenza che superano i 5 minuti. Ogni scena è girata con cura e raffinatezza e non meno importante è l’ambientazione: prima Vienna, poi Parigi, poi la Grecia fanno da cornice alle vicende e influenzano le scelte dei protagonisti… del resto, è anche (e soprattutto) dai luoghi che si formano i ricordi.In conclusione, La Trilogia del Tramonto merita di essere vista perché ha messo a nudo tutte le relazioni, le ha spogliate, catturando l’essenza del sentimento stesso, ma anche l’inevitabile e continuo scontro fra passione e realtà.

Diletta La Marca