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Boris – La serie: il ritorno su Netflix

Maggio può essere considerato per noi italiani il mese del ritorno agli “affetti stabili”, e magari è proprio per questo che Netflix ha pensato bene di riproporre sulla sua piattaforma streaming Boris, una serie cara a molti.

Boris è una fiction “molto” italiana, andata in onda sul canale Fox dal 2007 al 2009 e nata dalle geniali idee di Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre. In origine pensata con il titolo  di Sampras, prende il nome dalla sua mascotte: un pesciolino rosso di nome, appunto, Boris. Le tre stagioni della serie, la cui sigla è stata composta da Elio e le storie tese, sono tutt’ora considerate una delle comedy più riuscite degli ultimi anni, e il motivo per cui sono diventate ben presto un vero e proprio cult della televisione italiana è perché sono un piccolo capolavoro d’intelligenza.

Un’autoironia sottile e beffarda

Boris può essere considerata una satira sulla serialità nostrana, un palcoscenico dove talenti sprecati, raccomandati e stagisti bistrattati si susseguono sotto la direzione e la volontà di un ormai annoiato regista (interpretato da Francesco Pannofino), che pur di portare velocemente il lavoro a casa incita alle cose fatte “alla cazzo di cane”. Si tratta di televisione che prende in giro la televisione: Boris infatti, raccontando prima il dietro le quinte degli Occhi del cuore 2, poi quello di Medical dimension e infine quello di in un film per il cinema, ci fa sorridere e al contempo riflettere. Questo perché Boris critica ironicamente e in maniera non troppo velata la nostra società: è normale riconoscervi tutti quei vizi e le poche virtù degli attori italiani di quarta categoria che però si sentono divi di Hollywood, oppure la pigrizia dei tecnici che ripropongono sempre gli stessi effetti “smarmellando” le luci, o ancora l’impassibilità di impiegati rassegnati a ore di lavoro impossibili e straordinari arretrati… “Perchè la qualità c’ha rotto il cazzo” è infatti non a caso uno dei mantra della serie.

Dietro la comicità

In Boris, dietro allo spettro della mediocrità che aleggia su qualsiasi tentativo di elevarsi dagli stereotipi della serialità italiana, si celano anche una presa di coscienza e una certa venerazione al cinema di qualità. Tanti sono infatti gli omaggi ad altri ben più elevati modelli: Lars Von Trier, Ettore Scola, Wim Wenders e Sidney Pollack, ma non meno rilevanti sono i richiami a Twin Peaks, Mulholland Drive e Star Wars. A rendere inoltre Boris un prodotto di grande successo sono stati i tanti cameo che fanno capolino nello show: tra questi ricordiamo Corrado Guzzanti, Giorgio Tirabassi, Valerio Mastandrea, Laura Morante o Valentina Lodovini.

Insomma, è per questi e tanti altri motivi ancora che noi di Cineuni non possiamo che consigliarvi di guardare questa serie, mentre per chi l’ha già vista una maratona binge-rewatching di Boris è davvero quello che vi serve!

Diletta La Marca