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CineWriters – Juno: un film sull’imperfezione della vita

Juno è un film indipendente uscito nel 2007, scritto dalla sceneggiatrice premio Oscar Diablo Cody – nota anche per la sua precedente carriera da spogliarellista – per la regia di Jason Reitman, il quale ottenne la sua prima nomination come miglior regista agli Oscar 2008 grazie a questo lungometraggio. La pellicola vanta non solo una stravagante caratterizzazione dei personaggi che li ha resi indimenticabili per il grande pubblico, ma anche un cast talentuoso. Ellen Page interpreta la protagonista, Juno, adolescente sopra le righe, la cui controparte è il convincente Michael Cera, nelle vesti di un atleta che scardina totalmente lo stereotipo dello sportivo bello ed impossibile, tipico dei licei americani. Non manca una splendente Jennifer Garner che nella sua carriera ha spesso dato prova della sua bravura nell’impersonare donne forti e dal carattere deciso.

La storia ruota attorno alla gravidanza indesiderata della sedicenne Juno MacGuff: una ragazza ribelle, ma saggia. Inizialmente decisa ad abortire cambia drasticamente idea pur essendo consapevole della sua giovane età. È decisa a voler partorire quanto è decisa a non voler tenere il bambino, che preferisce dare in adozione ad una giovane e ricca coppia. Inizia così il viaggio della ragazza attraverso la propria gravidanza che la terrà sospesa tra il suo essere un’adolescente scanzonata e l’essere altezza di prendere decisioni mature e coraggiose, che le cambieranno per sempre la vita.

Juno affronta tematiche delicatissime a cui oggi siamo abbastanza abituati, ma che dieci anni fa erano tutt’altro che un trend.  Il film è caratterizzato da dialoghi incalzanti e battute argute; alcune di esse purtroppo nell’adattamento italiano vanno perdute. Certe espressioni risultano forzate e quindi non troppo credibili nella resa di un linguaggio giovane. La storpiatura del nomignolo che il padre affibbia alla protagonista ne è la prova: “Junebug”, possibile tributo all’omonimo film del 2005, viene reso in italiano con “Junebruco”, ma letteralmente si riferisce a un tipo di scarabeo.

La colonna sonora che fa da sottofondo a queste vicende è disinvolta e spesso cantautorale, fra gli altri pezzi spiccano le musiche e i testi buffi e dolcissimi di Kimya Dawson. Nota di merito per il duetto finale di Ellen Page e Michael Cera, genuino e totalmente azzeccato.

Le tematiche sono quelle classiche: l’amore, la famiglia e la crescita: ma non vengono propinate allo spettatore con tono melenso, bensì in modo piuttosto diretto. Il padre della protagonista prima le spiegherà che: La persona giusta penserà che tu caghi rose dal sedere.” e dopo il parto, quando la ragazza giace stremata sul letto, le dirà: “Un giorno tornerai in questo stesso posto, ma alle tue condizioni.”

Juno racconta una storia di vita vissuta da tante adolescenti, ma non si accontenta di questo: la ragazza è intraprendente e sveglia, molto più del padre del bambino, non vive della retorica delle liceali dei classici teenmovie americani. Non c’è spazio per dei giudizi, non c’è spazio per condividere o dissentire sulla sua scelta o in negativo sulla sua scelta; c’è spazio per la sua vita e per la sua scelta, che porta avanti con decisione.

Quello che emerge con prepotenza è l’umanità dei personaggi, la loro imperfezione e la voglia di amarsi a vicenda.

 

 

Alessandra Saiu

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