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Finalmente è qui tra noi: La Befana vien di notte

Scritto da Nicola Guaglianone e diretto da Michele Soavi, “La Befana vien di notte” è un film fantasy uscito nel 2018 che ci mostra, in chiave comica, la bravissima Paola Cortellesi nei panni di una befana moderna. Di giorno è Paola, una maestra di una scuola elementare, con un fidanzato e una vita apparentemente normale. Di notte, invece, si trasforma nella dolce vecchietta che tutti noi conosciamo come “Befana”.

Il suo secondo lavoro è molto più complesso di quello che sembra: prevede un allenamento costante, concentrazione, velocità e un’ottima organizzazione dei tempi. Basterà un piccolo imprevisto a metterla nei guai e a cambiare la vita dei suoi alunni, che la soccorreranno in un momento di difficoltà.

Nonostante siano presenti dei buchi di trama e dei personaggi con cui si fa fatica ad empatizzare, due sono gli aspetti interessanti da osservare: 
– L’imperfezione della befana;
– Il ruolo dell’infanzia.

Paola, una befana umana

Paola Cortellesi si muove egregiamente nei panni della befana. Con leggerezza e simpatia, evidenzia due aspetti importanti della nostra società, come le difficoltà della professione dell’insegnante e la disparità tra sessi nell’ambito lavorativo.

Questi due aspetti sono fondamentali per costruire una befana insolita che, pur non uscendo dalla dimensione fiabesca, mostra due peculiarità che di rado si trovano in un personaggio come questo: l’umanità e, di conseguenza, l’imperfezione. Paola, infatti, è distratta, impaziente, dice le parolacce e commette errori. Questo la rende vulnerabile e, allo stesso tempo, più simpatica e vicina al pubblico.

La sua presenza, apparentemente secondaria in confronto a quella di coloro che muovono la trama (l’antagonista che ostacola la befana e i bambini che la aiutano), è indispensabile per valorizzare i momenti di comicità italiana, alternati a quelli cupi e di azione.

Il ruolo dei bambini

In questo film, la forza motrice della trama è l’infanzia: è in questa fase della vita che l’antagonista subisce una delusione che gli condizionerà la vita e sono i bambini a sostenere la befana nei momenti difficili.

Nonostante i piccoli personaggi siano poco innovativi e fortemente stereotipati, riescono a trasmettere in modo esemplare il messaggio del film, ossia che un clima familiare sereno ed equilibrato è determinante per la serenità dei bambini.
Questo lo si vede dal fatto che ogni problematica da loro affrontata – dallo stalking, al bullismo, all’insicurezza – trae le proprie origini dall’assenza (o dalla disattenzione) degli adulti; sarà l’avventura che affronteranno insieme ad unirli e migliorare la loro vita.

Nonostante le criticità formali, credo che il film possa comunque emozionare il pubblico giovanissimo, grazie agli sketch comici che rendono dinamica la trama e all’importanza che viene data all’amicizia che, nei momenti di difficoltà, può fare la differenza!

Virginia Revolti