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Il futuro dei festival, Crip camp e lo sfogo di Muccino: tutte le novità dal cinema

Cosa resterà dei festival del cinema?

Mentre le sale cinematografiche attendono l’ennesima data per annunciare la riapertura definitiva, tra decreti e zone rosse, l’Associazione Festival Italiani di Cinema (Afic), con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, ha condotto un’importante indagine, “Piattaforma festival”, per capire come hanno reagito i festival di cinema italiani durante la pandemia. E soprattutto per capire quali possono essere gli scenari futuri.

I risultati del sondaggio somministrato a 142 eventi di cinema sono stati resi noti il 29 marzo. Dalla ricerca è emerso che “ben il 62% dei festival interpellati ha dichiarato di immaginare la prossima edizione in formato ibrido, unendo l’esperienza dal vivo alla possibilità di seguire la manifestazione online.” Inoltre “più di un festival su tre ritiene che un’edizione online abbia portato ad arricchire la programmazione e ad aumentare la visibilità dell’evento.” Nonostante le perdite rilevanti del settore, c’è quindi un segnale positivo: da un lato gli eventi online creano un maggiore distacco e tolgono emozioni rispetto a una fruizione dal vivo, ma dall’altro hanno un’enorme potenziale nell’allargare il bacino di utenti e nell’offrire nuovi servizi. 

La forza rivoluzionaria di Crip camp

Su Netflix arriva Crip camp: disabilità rivoluzionarie di Jim LeBrecht e Nicole Newham. Il documentario, prodotto da Barack e Michelle Obama, ha ottenuto il premio del pubblico al Sundance film festival ed è ora candidato agli Oscar come miglior documentario.

La pellicola segue la storia di Camp Janed, un campeggio vicino a New York, dove negli anni Settanta un gruppo di adolescenti con problemi di disabilità ha iniziato a riunirsi per raccontarsi a vicenda e raccontare agli altri le difficoltà della propria vita. Gli stessi ragazzi hanno dato il via a un movimento di lotta per i diritti civili delle persone disabili. Tra di loro, anche LeBrecht, nato con la spina bifida. Un documentario nato quasi per caso, che oggi trasmette tutta la sua forza rivoluzionaria. 

Gabriele Muccino lancia tweet di fuoco contro i David di Donatello

È il regista de Gli anni più belli a criticare le candidature dei David di Donatello 2021 tramite un tweet pubblicato il 28 marzo. Secondo Gabriele Muccino, infatti, i suoi film non vengono presi in considerazione dal 2003 e il premio sta perdendo di credibilità.

Ma lo sfogo non si è fermato qui: ha anche commentato in modo poco elegante Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, una delle pellicole più premiate dell’ultimo anno.

In realtà, Gli anni più belli ha ricevuto due candidature ai David: quella come miglior interpretazione femminile a Micaela Ramazzotti e quella alla miglior canzone originale per Claudio Baglioni, autore del brano “Gli anni più belli”. Il film di Muccino è commovente, potente e può contare su interpretazioni di altissimo livello con Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria. Nell’attesa di scoprire i vincitori l’11 maggio, incrociamo le dita e speriamo che a Muccino passi la delusione!

Silvia Taracchini