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E poi in un momento diverso dagli altri: il nuovo EP dei Denoise

Signore e signori: bentornati nella rubrica di Raduni Musica dedicata agli emergenti.
La puntata di oggi, vi avviso, è contrassegnata da un allarme hipster grosso come una casa; io sono Federico e vi voglio parlare dei Denoise, un trio di ragazzi di Venezia che ha da poco pubblicato E poi in un momento diverso dagli altri, un EP di 10 tracce condito con una certa dose di indie, jazz, musica elettronica e un’atmosfera generale che fa credere di essere stati trasportati su una veranda a Parigi, in una piovosa serata di Marzo, a godersi la tranquillità della serata.

Di solito inizio l’articolo parlando un po’ dell’artista, ma questa volta ho trovato solo “I Denoise vengono da Venezia e suonano assieme da anni, ma di anni ne hanno venti(Rockit.it) e poco altro, per cui ci sarà più spazio del solito per parlare dell’album.


Parlando di anni, comunque, la prima cosa che ho pensato già dal primo (e mio preferito) brano è stata: «“Cavolo, se questi a vent’anni fanno musica del genere, chissà dove saranno nel giro di 4 o 5 anni”». Complimenti! Ma quindi com’è questo EP?

Sicuramente, la prima parola che mi è venuta in mente ascoltandolo è: lento. Non nel senso di “noioso”, piuttosto direi “piacevolmente tranquillo”: E poi in un momento diverso dagli altri, oltre ad avere un titolo terribilmente indie, è un album che necessita di essere ascoltato nel modo giusto, per essere apprezzato. Averlo ascoltato con tranquillità, di sera, in un momento di noia, mi ha restituito certe vibes che per forza di cose non avrei provato se nel mentre fossi stato impegnato a fare altro.


Le melodie sono molto interessanti, spaziano dal jazz (predominante), al soul, alla musica ambient e denotano una certa qualità, nonostante la giovane età del gruppo.
Novecento, Luca e Marcello sono molto bravi nel restituire un’atmosfera varia ma coerente: molto belle le variazioni di ritmo per spezzare, come nel caso del finale della prima canzone nonché title track, oppure di Volo notturno, dove l’atmosfera jazz – condita anche con uno splendido, splendido sassofono – a metà canzone subisce un crescendo, fino al punto culminante che sembrerebbe dare il via a un’esplosione di suoni, sintetizzatore, batteria… e invece improvvisamente si ferma, lasciandoti appeso, e ritornando sui suoi placidi ritmi jazz iniziali. Mi è piaciuto molto come siano riusciti a unire i sintetizzatori alla musica jazz, facendone risultare un prodotto fresco, interessante, adatto anche ai non appassionati di musica jazz come me.


Azzeccata anche la scelta stilistica del cantante di puntare su un falsetto e su un cantare molto leggero, quasi sussurrato, molto calzante con le melodie, anche se avrei apprezzato qualche minimo cambiamento; a fare 10 canzoni tutte con lo stesso stile può capitare che alcune sembrino un po’ la copia di altre o comunque meno riuscite, e per questo motivo Icaro e Le cose mi sono piaciute di meno. Io tu noi Settembre si salva per il piacevole contrasto tra la voce dei Denoise e quella di Rareş – unico featuring dell’EP – e anche per il testo, che insieme a Jazz ha catturato maggiormente la mia attenzione rispetto agli altri brani.

In conclusione, E poi in un momento diverso dagli altri è un album che nel complesso ho apprezzato molto, un EP che consiglierei a chiunque fosse in cerca di un prodotto leggero e tranquillo ma ben fatto. I Denoise hanno già all’attivo un altro EP e un album: i ragazzi si stanno dando da fare, spero continuino così e che gli sforzi vengano ripagati, perché le idee ci sono e la bravura anche. Certo, con questo tipo di musica è un peccato che i testi non siano un po’ più strutturati, ma chissà che questi non arrivino con il tempo.
Spero li apprezzerete anche voi, e se vi va potete sempre dirmi cosa vi è o non vi è piaciuto.
Grazie mille per l’attenzione e buon ascolto.
A presto

A cura di: Federico Beltrami