Nayt cresce insieme alla sua musica

Il 4 dicembre è uscito il quinto album in studio del rapper Nayt, dal titolo Mood.

Nayt, all’anagrafe William Mezzanotte, arriva dal successo di Raptus 3, uscito solo l’anno scorso e che ha raggiunto la seconda posizione nella classifica settimanale FIMI.

Già durante i dischi della trilogia di Raptus Nayt si è rivelato un artista che si interroga sul proprio ruolo, sul proprio messaggio, sulla propria crescita. Raptus, Raptus 2 e Raptus 3 sono dischi godibilissimi, maturi nelle sonorità, con una potenza espressiva che si affina e traccia un dipinto sempre più vivido e immediato.

Mood viene pubblicato pochi mesi dopo l’autobiografia di Nayt “Non voglio fare cose normali” (Mondadori). E con queste premesse:

«Mood è un viaggio attraverso gli stati d’animo di un ragazzo della mia generazione non più adolescente ma neanche pienamente adulto, che acquista consapevolezza dell’epoca e del contesto in cui vive. Senza nessuna predica o lezione da impartire, ho cercato di stimolare l’empatia e la curiosità di scoprirsi, raccontando nel modo più sincero e semplice possibile quello che sento. In quest’era dove essere protagonisti è l’unica cosa che conta e la pressione sociale è arrivata a livelli mai raggiunti prima, passando per una profonda crisi rappresentata dai colori ROSSO e BLU, ho ritrovato il centro e il senso di vivere: qui e ora»

Non è raro che un artista racconti il proprio progetto in uscita con parole importanti, che creano aspettative. Mood è uno di quei dischi che però rispetta le promesse, e rivela che nelle parole di Nayt c’è grande lucidità e consapevolezza: il disco tratta tematiche non banali come le emozioni, le paure e i lividi di un giovane italiano, e lo fa in modo vero e genuino.

Nella crescita artistica di Nayt, Mood come punto di arrivo – sicuramente temporaneo – è un disco che merita ben più di un ascolto.

Mengh Yu