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TIZIANO FERRO – IL MONDO È NOSTRO

A distanza di tre anni da Accetto miracoli, è uscito l’11 novembre scorso Il mondo è nostro, il nuovo album in studio di Tiziano Ferro.

Il disco nel complesso.

Anche questo, come molti altri progetti discografici in uscita in questo periodo, è figlio della pandemia che dal 2020 ci sta accompagnando nel bene e nel male. Nonostante questa sorta di stasi che ha accompagnato la nostra società, Ferro è riuscito ancora una volta ad evolversi stilisticamente ed avere la forza di trattare tematiche che forse anni fa non avrebbe affrontato con la stessa maturità di adesso, con qualche anno in più sulle spalle. Bisogna però anche dire che la sua vita ha subìto una svolta non indifferente e molto gioiosa: l’arrivo dei suoi due figli – Margherita e Andreas – ai quali ha anche dedicato due dolci tracce dell’album: Mi rimani tu e A parlare da zero.

Il marchio di fabbrica di Tiziano Ferro sono le ballad intense ed emotive e in questo album non potevano non essere presenti. Una traccia che però dà molto all’occhio è il duetto con thasup in r()t()nda, dove Ferro prova ad immergersi nel mondo del giovane produttore.

Il risultato è sicuramente impattante perché inaspettato, però allo stesso tempo non convince a pieno. Il motivo forse sta proprio nel fatto che siamo abituati a vedere Tiziano in altre vesti, che lo accompagnano dall’inizio della sua carriera. Nonostante tutto, tanto di cappello per aver voluto sperimentare.

Le tematiche affrontate.

Le tematiche trattate sono tante e particolari. Tiziano si mette di nuovo a nudo, raccontando ciò che ha vissuto e che lo ha plasmato come uomo: si passa – come specificato prima – dalle dediche ai due figli al superamento della depressione, allo smarrimento che la pandemia ha causato, alla voglia di buttarsi tutto il passato alle spalle e pensare al presente, facendo comunque tesoro di quello che è accaduto nella propria vita.

Proprio di questo, a tratti, parla la traccia che apre il disco, Il paradiso dei bugiardi, un brano che recupera lo stile R&B con cui ha debuttato nell’ormai lontano 2001. È una canzone rabbiosa, riferita a chi, i primi tempi, non credeva in lui e agli haters. La risposta e il senso di rivalsa sono tutti racchiusi nella semplice ma impattante frase urlata alla fine: “I’m back b*tches!”.

Il mondo è nostro: il manifesto dei sentimenti.

Due canzoni che possono essere descritte come manifesto di questo progetto sono La vita splendida e Addio mio amore.

La prima – come spiega Tiziano – è un dialogo con un’amica immaginaria con la quale si confida: si celebra la vita e tutto ciò che porta di positivo, ovvero l’amore e l’amicizia. È un brano potente considerando il fatto che non abbiamo di certo trascorso i due anni più felici e gioiosi della nostra vita. Nonostante ciò, “io la voglio cantare questa vita anche quando l’orchestra scompare”.

Addio mio amore.

Il secondo brano invece nasconde un tema molto forte e delicato contrastato da un ritmo electro-pop: la depressione, anzi, il superamento di essa. Qui Ferro si mette completamente a nudo, fa i conti con quel mostro silenzioso che lo ha accompagnato per anni nella speranza che non bussi più alla porta. Parlare di salute mentale è importante e bisogna farlo in modo adeguato. Inoltre, presentare e cantare in questo esatto momento storico – tra bonus psicologi, conseguenze negative a livello emotivo della pandemia e un aumento esponenziale di casi di persone che chiedono aiuto – una canzone che tratta di salute mentale è fondamentale affinché si possa agire per davvero, una volta per tutte.

La prima festa del papà

Un’altra canzone di rilievo – che da venerdì 11 novembre è uscita come singolo e in rotazione radiofonica – è La prima festa del papà. È nata dopo un messaggio inviatogli dal padre per la sua – appunto – prima festa del papà. La paternità viene considerata da Tiziano come un miracolo, un qualcosa che fino a pochi anni prima pareva un privilegio per pochi, un sogno irrealizzabile, anche perché – soprattutto in Italia – “ti negavano a chi è come me” riferendosi al suo essere omosessuale e al fatto che nel nostro paese le coppie omosessuali siano impossibilitate legalmente ad adottare.

Le collaborazioni e il duetto con Sting

Una caratteristica che salta subito all’occhio quando si legge la tracklist dell’album è la presenza di numerose collaborazioni: abbiamo il già citato thasup, Caparezza e il suo hip hop, Ambra Angiolini che torna a cantare in esclusiva per lui, Roberto Vecchioni che ci viene proposto con un brano swing e Sting che con generosità regala il brano For her love (Sempre amata) a Tiziano e con il quale poi duetterà. Con tutti questi duetti, cade subito all’occhio il volere di Tiziano Ferro di allargare ancora di più i suoi confini musicali, facendosi influenzare da più stili, più esperienze di vita anche completamente opposte, rimanendo però fedele a sé stesso e alla sua “vecchia scuola”.

Nel complesso, Il mondo è nostro è un progetto che tira le somme di questi suoi venti anni di carriera e che, nella consapevolezza dei risultati raggiunti, può permettersi di sperimentare anche senza eccellere come in alcune canzoni e duetti. Non è uno dei suoi album migliori – o forse basta solo riascoltarlo più volte ma a distanza di tempo per metabolizzarlo bene – però è innegabile il fatto che ci abbia dimostrato di aver acquisito una maturità artistica e umana non indifferente che pochi artisti nella scena musicale italiana possono davvero vantare.

A cura di: Adrian Caporrella.