Riviviamo insieme la plenaria di novembre al Parlamento Ue

Dal 24 al 27 novembre Europhonica è tornata a Strasburgo per seguire da vicino i lavori del Parlamento europeo. Eh già, dall’inizio della nuova stagione questa è stata la prima volta ma non è tutto, ci sono un sacco di altre novità! Prima fra tutte, stavolta il “gruppo missione” era composto da tre nuove voci entrate in redazione grazie al recente bando per i format condivisi di RadUni.

Io sono Wiame, le redattrici e i redattori di Fuori Aula Network mi conoscono già perché da studentessa dell’Università di Verona faccio radio lì già da un po’ di tempo. E poi ci sono Janis e Alessandro, due studenti dell’Università del Piemonte Orientale che fanno servizio civile presso Radio 6023: senz’altro avrete ascoltato anche loro! A guidarci, sia lungo le autostrade svizzere che tra i corridoi (intricatissimi!) del Parlamento Ue, quella che abbiamo imparato essere letteralmente una colonna portante di Europhonica: Alice Plata, sempre dall’universo di Radio 6023!

Del Parlamento vi potrei raccontare tante cose, partendo dal fatto che ci siamo accreditati come Media – insomma, come dei giornalisti veri! – e questo ci permesso di seguire tutti gli eventi e documentarli per voi. Quindi, partiamo proprio dalle discussioni che hanno animato la plenaria.

I temi discussi dagli europarlamentari sono legati da un fil rouge: l’attualità internazionale e l’esigenza dell’Unione Europea di rafforzare la propria resilienza interna.

In occasione del 25 novembre, il Parlamento ha celebrato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne indicendo una discussione nell’emiciclo (un’enorme aula in cui  siedono, non sempre a dire la verità, i 720 eurodeputati). Questa è stata l’occasione per confrontarsi sugli impegni che l’Unione Europea intende adottare per contrastare la violenza di genere, un tema che ha aperto un dibattito molto acceso, con nette dichiarazioni dalle diverse fazioni politiche.

Tra le voci che si sono espresse, l’eurodeputata Iratxe García Pérez, capogruppo dei Socialisti e Democratici, ha proposto di introdurre il reato europeo dello stupro. Diversa, invece, la posizione di Irmhild Boßdorf, esponente del partito Europa delle Nazioni Sovrane: “La sinistra mente dicendo che gli uomini siano il problema – sottolineando che – oltre ad impennarsi la curva dei femminicidi, si impenna anche la curva dei migranti irregolari che hanno una cultura patriarcale e un’immagine della donna diversa dagli europei”.

Un ruolo rilevante, in sessione plenaria, l’ha assunto anche la discussione sullo stato del conflitto russo – ucraino, su cui il Parlamento europeo ha ribadito con fermezza il pieno sostegno della sovranità di Kiev, dichiarando che nessun territorio occupato dall’esercito di Mosca potrà mai essere riconosciuto come parte della Russia. Su questa linea è stato approvato un primo programma Ue di 1,5 miliardi di euro dedicato all’industria della difesa, per rafforzare la competitività strategica dell’Unione e aumentare il sostegno all’Ucraina.

A discutere invece della crisi in Medio Oriente è stata la Delegazione del Parlamento europeo sulla Palestina, che ha invitato Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. Durante l’incontro Albanese, presente in videocollegamento, ha giudicato fallimentare il ruolo dell’Europa nei confronti degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, sottolineando l’invio di “forniture di gas, carburante e armi a Israele” nonostante i crimini perpetrati. 

Il Parlamento, inoltre, ha discusso della regolamentazione dei rapporti con la Gran Bretagna, dal quale è emersa l’intenzione di migliorare i rapporti commerciali e consolidare i rapporti di mobilità, per garantire maggiori opportunità agli studenti e lavoratori dei Paesi europei.

A chiudere la plenaria sono state la discussione sulle barriere nell’accesso al lavoro, all’istruzione e alla sanità per le persone con disabilità e le votazioni che hanno portato all’approvazione delle norme sulla sicurezza dei giocattoli e sulla riforma dei Trattati

Su queste tematiche, abbiamo avuto il piacere di intervistare Chiara Maria Gemma, eurodeputata del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, e Brando Benifei, eurodeputato del gruppo dei Socialisti e Democratici. I contenuti saranno presto disponibili sui canali di Europhonica e di RadUni, l’Associazione dei media e degli operatori radiofonici universitari: io corro a prepararmi in vista dell’uscita, ricordatevi che tutti i nostri podcast – vecchi e nuovi – si possono ascoltare anche su Spotify!

Alla prossima plenaria, e a presto su Europhonica

Wiame Mosaid