RadUni sostiene il FAI per “salvare l’Italia”

Il nostro immenso patrimonio artistico e paesaggistico è un bene collettivo che abbiamo ricevuto in dono insieme alla responsabilità di preservarlo e all’opportunità di farlo diventare un’importante fonte di sviluppo economico, un “tesoro di famiglia” che tutto il mondo ci invidia per la varietà e l’unicità delle sue caratteristiche. Sappiamo però che è anche un patrimonio fragile e bisognoso di rigide regole per la sua tutela, regole che devono essere rispettate se non vogliamo assistere a un degrado da cui non si può tornare indietro.

FAI

Tuttavia il futuro non si costruisce solo sulla protezione e la conservazione del passato, “fermando il tempo”. Al contrario il FAI – Fondo Ambiente Italiano sente che è necessario fare, agire in prospettiva, per costruire un nuovo mondo attorno alla nostra ricchezza. Una ricchezza dimenticata dai più, a partire dai nostri politici, i cui drammatici tagli – in inspiegabile controtendenza con ciò che accade nel resto del mondo – hanno ulteriormente soffocato questo potenziale.

Solo pochi italiani si rendono realmente conto di questa inestimabile ricchezza del nostro Paese. Invece la bellezza dell’Italia può e deve creare sviluppo economico, posti di lavoro, incremento del turismo. Il FAI crede che sia questa l’Italia che possiamo salvare, tutti insieme.

“Ricordati di salvare l’Italia” è la campagna nazionale di raccolta fondi che il FAI rivolge a tutti coloro che hanno a cuore il nostro Paese, a tutti coloro che credono nelle potenzialità della bellezza dell’Italia e che credono occorra attivarsi in prima persona, perché il nostro patrimonio ha bisogno di tutti gli italiani. Sostenere la campagna è semplice: basta inviare un SMS al numero 45503. Vale 2 euro e serve per salvare l’Italia. Quest’anno la campagna del FAI avrà il sostegno di un testimonial d’eccezione: l’attore Pierfrancesco Favino, volto noto e amato del cinema italiano, da sempre impegnato per la tutela della natura e della cultura italiana.

Sfruttare il nostro “petrolio” e trasformarlo in vera ricchezza collettiva non è una speculazione teorica, ma una possibilità concreta. Per raggiungere questo obiettivo serve ciò di cui, come popolo, siamo storicamente dotati: talento, ingegno, brio. Tutte qualità che hanno sempre caratterizzato la nostra storia. Basta ricordarci di averle e usarle in modo virtuoso e utile.

“La domanda di cultura cresce anche nei periodi di crisi” – sostiene Magda Antonioli, Direttore MET Università Bocconi di Milano – “e crescono i visitatori di siti e monumenti, un flusso che oltretutto non è condizionato dalla stagionalità. Così  come  si registra   un  aumento dei  viaggiatori  e  della  loro  spesa.

Infatti l’interesse  per l’Italian Style of Life è legato profondamente al concetto di cultura, un atteggiamento che si riscontra sia nei turisti provenienti dai Paesi vicini, sia nei viaggiatori che vengono in Italia da Paesi che stanno vivendo un grande sviluppo economico”. Conclude Magda Antonioli: “Una prova di come la cultura possa trasformarsi in ricchezza concreta sta in questo dato: considerate tutte le ricadute indirette e indotte, l’impatto giornaliero di un turista culturale in certe località risulta triplo rispetto a quello di un turista tradizionale sun&beach che spesso supera di poco i 130 euro”.

Tutelando, restaurando e gestendo per la collettività quei “pezzi” del Paese che altri italiani gli hanno affidato proprio con questo scopo, il FAI si ricorda di salvare l’Italia. Un’attività che si rivolge principalmente a tre aree di intervento, proprio come succede per i futuri progetti della Fondazione: il recupero ambientalistico (Punta Mesco, promontorio naturalistico tra Levanto e Monterosso in Liguria); il recupero storico/artistico (l’Abbazia romanica di Santa Maria di Cerrate a pochi chilometri da Lecce) e l’attività legata all’emergenza e dettata dalla stretta attualità (come la raccolta fondi organizzata per sostenere la ricostruzione del Municipio di Finale Emilia gravemente danneggiato dal terremoto).

Senza dimenticare le grandi iniziative nazionali come le Giornate FAI di Primavera, che dal 1993 a oggi hanno aperto oltre 7.000 beni di solito chiusi al pubblico, o il censimento “I Luoghi del Cuore” che offre agli italiani la possibilità di segnalare – e in alcuni casi salvare – i luoghi più amati; le manifestazioni nelle proprietà; l’attività svolta nelle scuole; gli interventi nel dibattito sulle politiche culturali e ambientali.

Un lavoro costante, quotidiano, che non è solo complesso ma anche costoso: per questo il FAI chiede alle centinaia di migliaia di persone che ogni anno partecipano alle iniziative della Fondazione di aderire a questa campagna di raccolta fondi. Ma non solo: chiede loro anche di sensibilizzare tutti gli altri – quelli che hanno dimenticato che l’Italia si può salvare – attraverso il passaparola, lo strumento di comunicazione più semplice ed efficace.

Per dare un significato ancora più forte alla campagna “Ricordati di salvare l’Italia”, domenica 21 ottobre la Fondazione dà appuntamento in oltre 70 città italiane con la prima edizione di  FAIMARATHON, evento nazionale di raccolta fondi a cura delle Delegazioni e dei volontari FAI e realizzato grazie alla partnership con Il Gioco del Lotto, da sempre sensibile alle iniziative di alto valore culturale. La FAIMARATHON, “l’unica maratona che si corre con gli occhi”, è una speciale corsa non competitiva, che si può fare anche camminando, pensata per far scoprire o riscoprire agli italiani i paesaggi urbani ed extraurbani nei quali vivono tutti i giorni, ma di cui spesso ignorano le bellezze, il valore e la storia. Tra le tappe anche alcune curiosità come i siti ipogei urbani di Ascoli Piceno, le vie percorse e descritte da Umberto Saba nel Rione Cavanna a Trieste, a Como l’ultima casa di tolleranza chiusa nel 1958 chiamata “Il dollaro”, le secolari “fosse granarie” a Cerignola (FG), dove venivano conservate le famose mandorle pugliesi, le più belle tra le 2500 “vere da pozzo” di Venezia, ovvero le costruzioni lapidee a protezione dei serbatoi d’acqua dei pozzi che con il tempo divennero anche pittoreschi ornamenti di piazze e cortili.

Per informazioni: www.fondoambiente.it