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Radunisti – Benjamin Cucchi

Benjamin Cucchi è il vincitore del Premio del Cittadino Europeo 2020 con il suo podcast Le Voci della Memoria, realizzato in collaborazione con l’Associazione Deina, l’Università del Piemonte Orientale e ovviamente gli amici di Radio6023. La serie racconta e documenta il progetto “Promemoria_Auschwitz”, che porta ragazzi e ragazze in visita ad Auschwitz e altri luoghi della città di Cracovia legati alla storia della Shoah. Se il podcast potete ascoltarlo a questo link, a Benjamin abbiamo fatto qualche domanda sul progetto. Speriamo appreziate!

Il primo episodio del tuo podcast si chiama “Perché partire”. Ecco, perché hai sentito l’urgenza di lavorare a un podcast del genere?

Una delle cose più difficili dei viaggi della memoria è raccontarli a chi non li ha fatti, proprio perché sono quel genere di cose che devi “vivere sulla tua pelle”. Le Voci delle Memoria nasce proprio dall’esigenza di permettere a più persone possibili di vivere quell’esperienza, anche se solo in maniera virtuale. Ogni anno con Deina riusciamo a raggiungere centinaia di ragazzi e ragazze. Per me questo non basta e con questo podcast spero di aver allargato l’impatto del progetto.

Il viaggio che hai intrapreso ha una natura, oltre che fisica, metaforica, di percorso nella memoria. Qual è stato il tuo approccio rispetto a questo tema? Come si racconta l’Olocausto nel 2020, a quasi ottant’anni di distanza e con tanto che è già stato detto?

Con la scomparsa dei testimoni diretti, credo che diventi fondamentale raccontare l’Olocausto in prima persona. Questo per me significa anzitutto andare nei luoghi che sono stati segnati da quella storia e diventare noi stessi testimoni.  Ma soprattutto, significa capire quale importanza riveste quella storia per noi, adesso, e che cosa noi possiamo fare perché essa non si ripeta più.

Tornando ai titoli che hai dato alle puntate, l’ultima si chiama “Reagire”. Reagire a cosa? E cosa porti con te di quest’esperienza?

Un viaggio della memoria ha senso solo se ha degli effetti nel nostro presente. Reagire in questo senso significa reagire a tutti quegli elementi che hanno contribuito alla costruzione dei totalitarismi e alla tragedia della Shoah e che oggi, in Europa e in tutto il mondo, stanno ritornando: il razzismo, i nazionalismi sfrenati, la negazione dei diritti, la tendenza a disumanizzare gli altri e a cercare un capro espiatorio per i problemi che sono di nostra responsabilità. Questo mi porto dietro ogni volta che esco da Auschwitz.