Cerca
Close this search box.

Sanremo: la terza serata commentata da RadUni

Siamo alla terza serata di Sanremo, incredibile. Ci sembra di essere qui da una vita ma allo stesso tempo è come se fossimo appena arrivati.

Queste giornate sono state ricche di musica, ma anche di spunti di riflessione. Noi delle Radio Universitarie abbiamo deciso di sceglierne alcuni da condividere con voi. In questo terzo capitolo di Sanremo 2024 sono successe tante cose: abbiamo cantato con Eros Ramazzotti e ci siamo meravigliati della fantastica voce di Russell Crowe. Tre in particolare sono gli avvenimenti su cui, però, vorremmo soffermarci.

Teresa Mannino e il suo monologo ambientalista

Con la sua consueta freschezza, Teresa Mannino ricorda al pubblico di Sanremo che siamo tutti animali e non siamo superiori a nessun’altra specie. Dovremmo prendere esempio dalle formiche tagliafoglie, dice lei. Loro vivono d’agricoltura da millenni e non hanno mai rovinato nulla, mentre noi in pochissimo tempo abbiamo prosciugato il pianeta. Un invito all’autoanalisi e all’umiltà legato al problema ambientale che troppo spesso non è nemmeno individuato come tale e viene trattato come secondario. Teresa ci ricorda che questo tema deve essere centrale nelle nostre vite, che siamo tasselli di un mosaico e da tali dobbiamo comportarci.

L’autodistruzione di La Sad

Arrivano sul palco con un look ribelle, degno dei Sex Pistols. Cantano uno degli argomenti che forse è davvero il più ribelle e difficile da affrontare nei nostri tempi: la salute mentale. La Sad con il suo brano Autodistruttivo racconta di autodistruzione, non inneggiando a essa come spesso hanno fatto altri artisti punk rock, ma spiegandone il lato oscuro. Chi li ascolta è immediatamente catapultato in una cameretta. Vede dall’alto la storia di un ragazzo che non si ama, non si sente amato e per questo si fa del male.

La Sad vuole sensibilizzare il pubblico, vuole aiutarci a comprendere, a metterci nei panni di chi soffre e ad aiutare chi vive situazioni di difficoltà a capire che c’è una luce alla fine del tunnel. È importante che una band ascoltata soprattutto dai giovani mandi un messaggio del genere, invitandoli a non avere paura di parlare della propria salute mentale e a non vergognarsi mai.

Un alieno all’Ariston

Come ultimo punto, vorremmo portare l’attenzione non su un artista in gara, ma sul suo fedele accompagnatore: si tratta di Rich Ciolino. L’alieno amico di Ghali in questi giorni è stato sempre al suo fianco nella città di Sanremo e ieri ballava insieme a noi dalla platea dell’Ariston. Un alieno in giacca e cravatta seduto nelle poltrone del teatro simbolo della cultura italiana, perfettamente a suo agio, perfettamente integrato. Che bello sarebbe se tutti potessimo essere come Rich Ciolino, sentendoci sempre accolti in terra straniera, sentendoci sempre a “casa”. Purtroppo la realtà ci insegna che non è così: molte, troppe, persone non hanno la stessa fortuna dell’amico di Ghali e spesso questo accade sotto i nostri occhi. E allora Rich Ciolino in questa 74esima edizione del Festival di Sanremo diventa non solo un simbolo di speranza, ma anche un monito a chi lo guarda.

La terza serata è stata ricca di buona musica, ci ha fatto ballare ed emozionare, ma adesso non vediamo l’ora di ascoltare i duetti di tutti gli artisti in gara e soprattutto di cantare a squarciagola con loro. 

Per oggi da casa RadUni è tutto, ci sentiamo domani.

Per rimanere sempre aggiornati sul festival di Sanremo, continuate a leggere i nostri articoli sul sito di Radio Universitarie.

Marta Miseo