Lo scorso 4 giugno la Commissione europea ha presentato la Water resilience strategy: tra gli obiettivi, il ripristino e la protezione dei bacini idrici europei, la costruzione di un’economia efficiente dal punto di vista idrico, ma allo stesso tempo competitiva e in grado di attrarre investimenti. In questo contesto, per la Commissione riveste un ruolo di vitale importanza la necessità di assicurare a tutti i cittadini l’accesso a un’acqua pulita, dovunque e indipendentemente dalle condizioni economiche di ciascuno.
All’interno del testo adottato dalla Commissione viene menzionata anche la bonifica delle aree contaminate da Pfas, acronimo inglese utilizzato per indicare le sostanze per e poli-fluoroalchiliche, molto utilizzate per alcune applicazioni industriali, ma di cui si stanno ancora studiando gli effetti sulla saluta umana.
Qualche mese fa la nostra Margherita Dalla Vecchia aveva raccontato insieme a Lavinia Frattini l’emergenza Pfas nel podcast di Fuori Aula Network intitolato “Eterni – Il caso Pfas in Veneto“. Oggi, ai microfoni di Europhonica, è tornata a parlare della questione per fornirci gli ultimi aggiornamenti su una vicenda che riguarda non solo l’Italia, ma anche ampie zone d’Europa: Germania, Francia, Paesi Bassi e Belgio, sono tante le zone in cui si trovano queste sostanze inquinanti.
Nel testo della nuova strategia la Commissione specifica chiaramente che i costi di bonifica delle acque europee da Pfas, stimati tra i 5 e 100 miliardi di euro annui, devono essere sostenuti dai soggetti responsabili dell’inquinamento, seguendo uno dei principi delle politiche ambientali: il principio “chi inquina paga”.
Per saperne di più, non perdetevi il nostro podcast: buon ascolto!