I BALCANI TRA MEMORIA STORICA E PRESENTE CINEMATOGRAFICO. TORNA A ROMA L’EURO BALKAN FILM FESTIVAL ALLA SUA IX EDIZIONE

“L’Europa non si congeda dai Balcani”, è il titolo della nona edizione dell’Euro Balkan Film Festival. Promosso dall’associazione “Occhio Blu – Anna Cenerini Bova”, si svolge a Roma in questi giorni, dal 31 ottobre al 7 novembre 2026. L’obiettivo è di valorizzare le cinematografie dei Paesi balcanici che, come sostiene il direttore artistico Mario Bova, costituiscono “bacini di coproduzione tra i più promettenti del cinema europeo”, per “la novità dei linguaggi, la ricchezza delle analisi sociali, la profondità della memoria, ma anche la mobilitazione del cinema femminile e l’innovazione dei giovani cineasti”.

In un momento storico in cui l’Europa è nuovamente attraversata da conflitti e tensioni, i film selezionati riflettono sulla grande Storia del Novecento dell’est Europa, e su come continui ad influenzare il presente. Il cinema balcanico funge, in questo contesto, da analista e “guardiano della memoria”, in particolare di vicende come la guerra nella ex-Jugoslavia, i regimi totalitari, i fenomeni migratori. Porta sullo schermo sguardi differenti e inconciliabili, testimoni di come alcune fratture del passato non si siano mai richiuse.

Numerosi gli eventi in programma, tra concorsi, incontri e proiezioni speciali, che saranno ospitati in quattro location: la Casa del Cinema, il Cinema Farnese, il Cinema Troisi e Palazzo San Lorenzo.

Il cuore del Festival è rappresentato dal concorso dei lungometraggi. Undici opere, tra fiction e documentari, in cui biografie private e storia collettiva si incontrano. “Whites Wash at Ninety” di Marko Naberšnik segue la vita della scrittrice Bronja Žakelj, dall’infanzia all’età adulta, mentre sullo sfondo avviene la dissoluzione della Jugoslavia. “Gundi: Legend of Love” di Dimitar Dimitrov traccia il biopic del celebre calciatore Georgi Asparuhov, tra imprese sportive e contraddizioni della società socialista. L’attenzione è dedicata anche a figure che si trovano ai margini della società o che sfidano gli stereotipi. “I Matter” di Alina Șerban ha come protagonista un’adolescente rom alla ricerca della propria strada, in un mondo che giudica la sua identità culturale. Si tratta del primo film di una regista rom ad essere stato presentato al Festival di Venezia, nella sezione Spotlight. “Beautiful Evening, Beautiful Day” di Ivona Juka, candidato della Croazia al premio Oscar per il miglior film internazionale, vede tre artisti ed ex-partigiani che sfidano la censura del regime jugoslavo, confrontandosi con la persecuzione politica e sessuale.

Tra gli eventi speciali, la proiezione dell’unica regia cinematografica di Indro Montanelli, che si terrà il 4 novembre al Cinema Farnese, nel 70° anniversario dei fatti narrati. “I sogni muoiono all’alba” racconta la notte della rivoluzione ungherese, tra il 3 e il 4 novembre 1956, presto stroncata sul nascere dall’intervento sovietico.

Il Festival è realizzato in collaborazione con RadUni, l’Associazione Italiana dei Media e degli Operatori Radiofonici Universitari, e ARCE – Progetto “ARCE – Comunità Educanti Inclusive e Solidali” Avviso 2/2024 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 d.lgs. 3 luglio 2017 n.117 e s.m.i. anno 2024

Martina Genovese

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