La cultura non è un costo, ma un investimento capace di generare sviluppo, inclusione e partecipazione. È questo il messaggio emerso dal convegno “Cultura che genera futuro”, promosso dalla Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA) e ospitato il 22 giugno presso la Sala “Giacomo Matteotti” della Camera dei Deputati. L’iniziativa ha riunito organizzazioni del Terzo Settore, rappresentanti istituzionali e realtà impegnate nella promozione culturale e sociale, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della cultura come strumento di coesione e crescita per il Paese.
Coordinato da Cristina Valeri, responsabile FITA per i rapporti con le istituzioni, l’incontro ha evidenziato come le associazioni culturali e sociali siano protagoniste nella lotta alle disuguaglianze territoriali e nella costruzione di opportunità educative e occupazionali. Al centro del dibattito è emerso il principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 118 della Costituzione, che riconosce il diritto dei cittadini organizzati di contribuire attivamente alla realizzazione dell’interesse generale.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità della cultura e al suo valore educativo. La cultura è stata definita una risposta concreta alla povertà educativa, all’emarginazione e alle fragilità sociali, capace di creare nuove occasioni di partecipazione e cittadinanza attiva. Un concetto che richiama anche la Convenzione di Faro, secondo cui il patrimonio culturale rappresenta una risorsa fondamentale per l’educazione, lo sviluppo e la costruzione delle comunità.
Nel corso del convegno è stato inoltre sottolineato il ruolo strategico delle università e delle reti territoriali nella costruzione di percorsi culturali inclusivi. In questo contesto è stato presentato anche il progetto ARCE – Alleanza Reti per lo Sviluppo delle Comunità Educanti, che opera per rafforzare le comunità educanti attraverso percorsi di inclusione, partecipazione giovanile e contrasto alle disuguaglianze. Tra gli obiettivi del progetto vi sono la promozione di opportunità formative accessibili, la valorizzazione dei territori e la costruzione di città più inclusive e sostenibili.
Per RadUni, partner della rete ARCE, il confronto ha rappresentato un’importante occasione per ribadire il ruolo delle radio universitarie e comunitarie come strumenti di partecipazione culturale, educazione informale e cittadinanza attiva. La capacità di raccontare i territori, dare voce ai giovani e costruire connessioni tra esperienze diverse costituisce infatti uno degli elementi più significativi delle comunità educanti contemporanee.
L’incontro si è concluso con una riflessione condivisa: il patrimonio culturale italiano rappresenta una ricchezza straordinaria che necessita di essere riscoperta e resa accessibile alle nuove generazioni. Una sfida che il Terzo Settore, insieme alle istituzioni, alle università e alle reti associative, è chiamato ad affrontare attraverso progettualità concrete, inclusive e orientate al futuro.
Intervista a Biagio Graziano
Foto: Convegno “Cultura che genera futuro”, Sala Giacomo Matteotti, Camera dei Deputati.
Attività riferita al progetto nazionale ARCE – Comunità Educanti Inclusive e Solidali, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (avviso n. 2/2024).
Il form per la mappatra è disponibile al link https://forms.gle/yyvpCLvUC4hLFd1S8