Per il programma 2028-2034 gli eurodeputati propongono 47,39 miliardi di euro e aiuti commisurati al costo della vita nelle destinazioni. L’obiettivo è rendere la mobilità accessibile anche a chi incontra maggiori ostacoli economici e geografici. Il voto apre la strada ai negoziati: le nuove regole non sono ancora definitive.
Partire per studiare, formarsi o fare volontariato non dovrebbe dipendere dalle possibilità economiche della propria famiglia. È questa l’idea al centro della posizione sul futuro di Erasmus+ adottata dal Parlamento europeo giovedì 22 ottobre 2026, a Strasburgo. Con 454 voti favorevoli, 34 contrari e 93 astensioni, gli eurodeputati chiedono più risorse e borse capaci di rispondere alle differenze nel costo della vita e degli alloggi. La parola chiave è accessibilità: allargare le opportunità di mobilità a giovani di ogni contesto economico, sociale e geografico.
Il voto riguarda il programma per il periodo 2028-2034 e definisce la posizione del Parlamento in vista dei negoziati con i governi dell’Unione. Non si tratta, dunque, dell’approvazione definitiva del nuovo Erasmus+: la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento il 16 luglio 2025 e il percorso legislativo è ancora in corso.
Più risorse per istruzione, volontariato e sport
Il Parlamento propone una dotazione di 47,39 miliardi di euro a prezzi correnti, contro i 40,8 miliardi indicati dalla Commissione: 6,59 miliardi in più, pari a un incremento di circa il 16%. Nella ripartizione richiesta dagli eurodeputati, il 74,6% del bilancio complessivo andrebbe all’istruzione e all’apprendimento, il 15% alla gioventù e al volontariato e il 4,1% allo sport.
La richiesta non riguarda soltanto la quantità di risorse disponibili, ma anche il loro impiego. Gli eurodeputati vogliono un migliore coordinamento con altri strumenti tra cui Horizon Europe, il Fondo europeo per la competitività e Global Europe. Propongono inoltre borse di studio in settori strategici, sostenute anche da altri programmi dell’Unione, e aggiornamenti periodici dei finanziamenti per mantenerli più vicini ai costi effettivi.
«Erasmus+ è una delle storie di successo più importanti dell’Ue e ha prodotto risultati eccezionali. Il programma merita l’ambizione e gli investimenti necessari per continuare a garantire risultati», ha dichiarato il relatore Bogdan Zdrojewski, eurodeputato polacco del Partito popolare europeo.
Borse su misura contro il caro-alloggi
Quanto costa davvero partire? Per il Parlamento, la risposta non può essere uguale per tutti. L’affitto di una stanza e le spese quotidiane cambiano a seconda della destinazione: per questo gli eurodeputati chiedono di adeguare le sovvenzioni alle differenze nel costo della vita, degli alloggi e dell’inflazione non soltanto tra paesi, ma anche tra regioni e città ospitanti. Sono previsti nella proposta anche importi più elevati per chi si sposta da o verso località remote.
Alla vigilia del voto, Zdrojewski aveva richiamato proprio il divario tra le città dove sono disponibili residenze universitarie e quelle in cui gli studenti devono rivolgersi al mercato privato. Da qui la richiesta di rafforzare le borse in funzione della destinazione, accompagnandole con un impegno finanziario dei governi e un monitoraggio che permetta eventuali correzioni durante la programmazione.
Il relatore aveva inoltre sollevato il tema delle tutele per chi si trasferisce soltanto per pochi mesi, richiamando le restrizioni agli affitti brevi in città come Barcellona e Venezia. Il punto è evitare che le misure sul mercato degli alloggi finiscano per penalizzare anche chi si sposta temporaneamente per studiare.
La posizione approvata dall’Aula punta quindi a legare maggiormente il sostegno economico alle condizioni concrete della mobilità. Si tratta però di una richiesta negoziale, non di nuovi importi delle borse già disponibili per i partecipanti.
Non solo università: una mobilità più ampia
Il futuro Erasmus+ delineato dal Parlamento guarda anche oltre l’esperienza universitaria. Gli eurodeputati sostengono l’ampliamento delle opportunità per gli atleti dello sport di base e per studenti, docenti e formatori dell’istruzione e formazione professionale, insieme alle iniziative della futura agenda europea per gli insegnanti e i formatori.
Un altro passaggio riguarda l’integrazione nel programma delle attività di volontariato e solidarietà del Corpo europeo di solidarietà, comprese quelle del Corpo volontario europeo di aiuto umanitario. L’obiettivo indicato dal Parlamento è rafforzare la partecipazione civica e comunitaria: fare della mobilità non soltanto un’occasione di apprendimento, ma anche un’esperienza di impegno nella società.
Sul versante internazionale, l’Aula chiede di agevolare l’accesso dei paesi candidati all’Ue senza obbligarli a completare la procedura di associazione e di rafforzare i legami con il Regno Unito e la Svizzera.
Il prossimo passaggio è il negoziato
Il voto di Strasburgo fissa le richieste del Parlamento, ma bilancio e regole dovranno ancora essere concordati. I negoziati potranno iniziare quando i governi dell’Ue avranno adottato il proprio mandato negoziale, comprensivo dei livelli complessivi di finanziamento del bilancio europeo a lungo termine.
La posta in gioco è trasformare l’ambizione di una mobilità più inclusiva in strumenti concreti, con finanziamenti adeguati, borse commisurate alle destinazioni e opportunità più ampie per chi vuole partire. La differenza, semmai, si misurerà nella possibilità effettiva di farlo, senza che il costo di una stanza renda irraggiungibile un’esperienza europea.
Il futuro di Erasmus+ si intreccia inevitabilmente alla trattativa sulle risorse dell’Unione per il periodo 2028-2034, mentre tra pochi mesi il programma ideato dalla professoressa Sofia Corradi (per tutti, “mamma Erasmus”) spegnerà 40 candeline!
A cura di Lorenzo Onisto