Sabato 18 ottobre, durante la rassegna di Alice nella città 2025, l’Auditorium della Conciliazione ha ospitato una masterclass molto attesa: l’incontro con l’attore Daniel Day-Lewis, tre volte Premio Oscar (Il mio piede sinistro, Il petroliere, Lincoln), e suo figlio Ronan, al suo debutto cinematografico.
Anemone, un dramma familiare (e non solo)
I due sono arrivati venerdì a Roma per presentare Anemone, che racconta di legami familiari spezzati dal conflitto nordirlandese e dell’esigenza, difficile da comunicare e ancor più da accogliere, di ricucirli.
Nel dramma familiare, sono inseriti temi gravosi che vanno dagli abusi dei preti cattolici ai crimini di guerra, passando appunto per il conflitto nordirlandese, noto come Troubles.
Il tutto è raccontato all’interno di una cornice in cui l’elemento naturale è preponderante, violento e potente, quasi ad adottare una prospettiva ambientalista, etica ed estetica insieme, che guarda alle vicende umane e le giudica, evidenziando le loro lacerazioni ma anche la loro finitudine rispetto ai fenomeni naturali.
L’esordio del figlio, il ritorno del padre
Il film segna l’esordio alla regia di Day-Lewis figlio ma anche – e soprattutto – un inatteso e grande ritorno alla recitazione di Day-Lewis padre, ritiratosi a sorpresa dalle scene nel 2017.
Nell’incontro di sabato, i due hanno parlato dello sviluppo di questo progetto, che hanno scritto a quattro mani, e della gioia di lavorare insieme.
Padre e figlio hanno iniziato a lavorare alla sceneggiatura circa cinque anni fa, partendo dai personaggi principali, i due fratelli Ray (Daniel Day-Lewis) e Jem (Sean Bean): l’esplorazione della loro storia e del loro passato condiviso ha condotto gli autori ad affrontare i temi di cui dicevamo sopra. L’esperienza di pittore di Ronan ha poi determinato la decisione di dare spazio all’elemento naturale.






Momenti più leggeri
Ma non si è parlato solo del processo creativo del film; c’è stato tempo anche per momenti più leggeri.
«Che cosa hai pensato il primo giorno di set?» ha stuzzicato il presentatore, rivolto a Daniel Day-Lewis. «Oh f*ck, here we go again» (“O c***o, ci risiamo”) ha scherzato l’attore.
«Let’s hope again and again and again» (E speriamo “ancora e ancora e ancora”) ha concluso il presentatore, mentre l’attore si apprestava già a firmare gli autografi ai fan.
E, anche se improbabile, non possiamo che accordarci a questo augurio, data la nuova, notevole, prova che ci ha regalato DDL in questo film.
Ma, a prescindere dalle sue scelte, saremo curiosi di vedere anche le prossime fatiche del figlio, per poter meglio capire la qualità della sua impronta, svincolata dalla possente orma paterna.
Emanuela Macci