Per te: il film sull’Alzheimer precoce che ha sorpreso il RoFF 

Tra le sorprese della Festa del Cinema di Roma, edizione 2025, c’è stato sicuramente Per te di Alessandro Aronadio, presentato nella sezione Grand Public e anche all’interno di Alice nella Città. 

La trama: una diagnosi che è una condanna

Il film, tratto da una storia vera, racconta di Paolo (Edoardo Leo), un quarantacinquenne normale, con un lavoro modesto, una casa accogliente, una moglie e un figlio di 11 anni che che lo amano e che lui ama.

La vita quotidiana, tranquilla e spensierata, di Paolo e della sua famiglia viene improvvisamente spezzata da una diagnosi che è una condanna: Alzheimer precoce.

Destinato a dimenticare tutto – dalle semplici azioni di tutti i giorni ai ricordi, fino gli affetti della sua vita – nell’arco di pochi mesi, Paolo è costretto, tutto d’un tratto, a reinventarsi la quotidianità e a ridefinire gli equilibri familiari.

Tema delicatissimo, come raccontarlo?

Raccontare al cinema la malattia, soprattutto una così corrosiva della persona – della sua memoria, della sua identità – come l’Alzheimer, non è facile.

Il tema è delicatissimo e spesso si rischia di scadere, per la natura stessa dell’argomento, nella retorica della frase ad effetto o di un ottimismo forzato che risulta stucchevole e fastidioso.

Aronadio e i co-sceneggiatori Ivano Fachin e Renato Sannio questo lo sanno bene e così prendono un’altra strada. Non cercano la battuta memorabile o particolarmente saggia, bensì piuttosto optano per dialoghi semplici, dimenticabili come lo sono la maggior parte delle nostre conversazioni quotidiane, ma che provano ad essere il più possibile veri, lucidi, aderenti alla realtà della situazione in corso e dei sentimenti che si stanno vivendo.

Una scrittura che si prende tempo

Una scrittura forte, dunque, che non si risolve in qualche guizzo, ma che al contrario si prende tempo per esplorare a fondo pochi, ma fondamentali, rapporti umani: il rapporto con una moglie, con cui si sperava di invecchiare di pari passo e rispetto alla quale, di colpo, si scopre di avere un’andatura dolorosamente più accelerata; il rapporto con un figlio amato, ma con cui (ancora) non si è costruita una comunicazione forte e al quale, invece, ora bisogna dire e spiegare una verità devastante; il rapporto con un fratello, che reciproche incomprensioni hanno allontanato senza un vero motivo.

E allora Per te diventa in primis un film sulla cura delle relazioni: sulla loro centralità nella vita e sull’attenzione e sul tempo necessari per alimentarle. Ma non solo.

Un espediente originale, un forte impatto emotivo

Dolce e malinconico, Per te mantiene questo tono anche nella seconda parte del film, quando affronta il progredire della malattia attraverso il ricorso originale alla slapstick comedy, usata per alleggerire, ma anche risemantizzata per mettere in scena una condizione che leggera non è.

Un espediente intelligente, ben ponderato, che non stona nel film e che, pur allontanandosi dalla rappresentazione realistica, ha un impatto emotivo forse persino più forte.

Il cast

Il tutto è retto, oltre che dalla scrittura forte e da una regia sicura, anche da un cast lodevole: ci sono Edoardo Leo (che ci regala una prova attoriale molto sentita), Teresa Saponangelo (semplicemente magnifica), Giorgio Montanini (una garanzia) e il piccolo Javier Francesco Leoni

Per te è un film inaspettato, in grado di parlare al cuore del grande pubblico senza per forza finire nello scontato. È al cinema dal 17 ottobre.

Emanuela Macci