SOTEU 2026 | Le priorità dell’Europa secondo Ursula von der Leyen

Vi ricordate quella sensazione tra i banchi di scuola al rientro dalle vacanze, dopo un’estate con gli amici, qualche tuffo al mare e una scampagnata all’aria aperta? A essere tornati tra i banchi, stavolta, sono i 720 componenti del Parlamento europeo, ciascuno seduto composto al proprio posto con braccia conserte e orecchie – si spera – attente. A parlare è la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che, come di consueto, interviene alla plenaria di settembre pronunciando il Discorso sullo stato dell’Unione. Rimanendo nella metafora, è un po’ come la professoressa che il primo giorno di lezione sciorina per intero il programma dell’anno scorso e dell’anno appena cominciato, per fare il punto su cosa è stato fatto e cos’altro c’è da fare.

Ecco, a Strasburgo funziona pressappoco così. Un discorso per certi versi programmatico per fissare i paletti dei risultati conseguiti e tracciare la rotta ancora da percorrere. E allora scopriamo cos’ha detto, parlando dal cuore dell’emiciclo, Ursula von der Leyen nel suo discorso lungo oltre settemilatrecento parole.

Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi. È così che Charles Dickens descrive l’Europa ai tempi della Rivoluzione francese. Ed è anche un’efficace descrizione del mondo in cui viviamo oggi. La velocità del cambiamento è incredibile. Le sfide, eccezionali.

L’impianto del discorso ruota attorno a due pilastri fondamentali, l’indipendenza (intesa anche come resilienza industriale) e l’autonomia per decidere il futuro. «In questo mondo, il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei», afferma la presidente della Commissione, presentando l’autonomia del continente non come chiusura, ma come capacità di agire e costruire alleanze da una posizione di forza.

L’intervento si apre su un’Europa descritta attraverso due condizioni solo apparentemente contraddittorie: l’Unione non sarebbe mai stata tanto forte, ma il suo equilibrio non sarebbe mai apparso tanto precario. Guerre, competizione industriale, pressioni sul costo della vita, trasformazioni tecnologiche, disinformazione e crescita delle forze antieuropee compongono il quadro di un mondo «apertamente ostile» nel quale, sostiene von der Leyen, soltanto l’azione comune può assicurare agli europei una vera sovranità.

EP Plenary session – September 2026 – SOTEU26 – State of the European Union 2026

Economia prima priorità

Il primo grande blocco del discorso è dedicato all’economia. “Rilanciare l’economia europea è la nostra priorità numero uno”, dichiara von der Leyen, richiamando la logica dei rapporti Draghi e Letta e l’accordo politico sulla roadmap “One Europe, One Market”. L’obiettivo indicato è completare entro la fine del 2027 la revisione del mercato unico, accelerando autorizzazioni, connessioni alle reti e decisioni di finanziamento.

La Commissione rivendica inoltre dodici proposte omnibus che, secondo le previsioni, dovrebbero ridurre gli oneri amministrativi di circa 17 miliardi di euro l’anno. Von der Leyen chiede però anche agli Stati membri di intervenire, proponendo un patto contro il gold-plating, cioè l’aggiunta di vincoli nazionali ulteriori rispetto alle norme europee.

Alla semplificazione si accompagna il nodo del finanziamento delle imprese. La presidente annuncia un nuovo pacchetto bancario contro la frammentazione e richiama la Savings and Investments Union, sostenendo che il sistema bancario europeo debba essere costruito “per la crescita, non soltanto per la stabilità”.

Energia e Cina

L’energia viene indicata come una delle condizioni decisive per la tenuta industriale. “L’Europa non può restare una potenza industriale se i prezzi dell’energia sono strutturalmente troppo alti”, avverte von der Leyen. Alla dipendenza dal gas russo si è aggiunto l’impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz: dall’inizio del conflitto, le importazioni di combustibili fossili sarebbero costate all’Europa 90 miliardi di euro in più.

La risposta dell’Ue comprende rinnovabili, nucleare, biometano, elettrificazione, reti e sistemi di accumulo, secondo un principio di neutralità tecnologica. La Commissione punta a raddoppiare entro il 2040 la quota dell’elettricità nei consumi energetici, con un possibile risparmio annuo di 260 miliardi sulla bolletta delle importazioni fossili per “rendere elettrico il futuro dell’Europa”, sintetizza la presidente.

Ancora più netto il passaggio sulla Cina. Il deficit commerciale europeo avrebbe raggiunto un miliardo di euro al giorno e il “secondo shock cinese”, secondo von der Leyen, “non è in arrivo: è già qui”. Il dialogo con Pechino dovrà produrre risultati, altrimenti Bruxelles è pronta a utilizzare “tutti gli strumenti” disponibili per riequilibrare il rapporto: “Le parole vanno bene. Ma i fatti sono meglio”. Vedremo.

La dipendenza cinese supera l’80% per diverse materie prime critiche e arriva al 90% per alcune terre rare: da qui l’annuncio di una nuova European Corporation on Critical Raw Materials, destinata a sostenere acquisti e scorte per auto elettriche, semiconduttori, batterie, tecnologie pulite e difesa. Vedremo, again. Soprattutto alla luce dello “screzio” (tutt’altro che apparente) tra Bruxelles e Pechino per il “caso Taiwan” durante la Conferenza di Ventotene che vi abbiamo raccontato qui.

“L’estate della verità”

Dopo le “fondamenta economiche”, il discorso individua due veri punti di svolta: cambiamento climatico e intelligenza artificiale. La competitività resta centrale, ma viene trattata come condizione economica da rafforzare, mentre clima e AI assumono il carattere di trasformazioni sistemiche dalle quali dipenderanno prosperità e sicurezza.

Sul clima, von der Leyen parla di una “estate della verità”: 660 mila ettari bruciati, 12 milioni di tonnellate di raccolti perduti e più di 35 mila morti aggiuntivi durante le ondate di calore. “Questi sono stati i mesi estivi più caldi mai registrati, ma probabilmente i più freschi degli anni a venire”, afferma, ribadendo che l’Europa continuerà a perseguire i propri obiettivi climatici.

La Commissione presenterà un nuovo quadro per la resilienza climatica, individuerà cento territori particolarmente vulnerabili e istituirà una Climate Insurance Alliance, considerando che soltanto circa il 25% delle perdite catastrofali sarebbe oggi coperto da assicurazioni private.

Il pacchetto comprende anche un piano europeo contro le ondate di calore, una nuova iniziativa sull’acqua e proposte per una futura flotta europea antincendio. L’adattamento viene presentato non soltanto come politica di protezione, ma come opportunità industriale per tecnologie quali colture resistenti alla siccità, prevenzione delle alluvioni e raffrescamento efficiente.

AI, rischi e industria

L’intelligenza artificiale costituisce il secondo punto di svolta. Von der Leyen riconosce le opportunità per produttività, salute e qualità della vita, ma insiste sui rischi dei modelli di frontiera: capacità di attacco informatico, utilizzo da parte di avversari e sviluppo di sistemi auto-miglioranti difficili da controllare.

L’Ue intende collaborare con Canada, Regno Unito e altri partner sulla valutazione dei modelli, sulla verifica, sull’allerta precoce e sulla sicurezza dell’AI. La presidente propone inoltre un confronto con i principali laboratori di frontiera e annuncia l’intenzione di potenziare la capacità di calcolo europea, collegandola alla sicurezza nazionale e all’indipendenza tecnologica.

Il cuore della strategia europea resta però l’AI industriale: non necessariamente sviluppare tutti i modelli più avanzati, ma trarre valore dalla loro applicazione nell’economia reale. Le priorità indicate sono salute, trasporti, agroalimentare, manifattura avanzata, difesa e spazio, con nuove iniziative attese a novembre.

Canada, alleanza futura

Una delle novità politiche più rilevanti è l’invito al primo ministro canadese Mark Carney, seduto tra i banchi in attesa di parlare giovedì, e, più in generale, il progetto di innalzare il rapporto fra Bruxelles e Ottawa. Von der Leyen ricorda che gli scambi di beni sarebbero aumentati del 75% in meno di dieci anni e annuncia il passaggio a “un’Alleanza per il futuro”.

La nuova partnership dovrebbe creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica. Le aree indicate comprendono manifattura intelligente, alleanza tecnologica, integrazione delle basi industriali della difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, AI, tecnologie quantistiche, cybersicurezza e sicurezza economica.

“Questa alleanza non è contro qualcun altro, ma a favore della nostra forza comune”, precisa la presidente. L’intenzione è portare la relazione con il Canada “al livello più alto possibile”, facendo del Paese un partner privilegiato nella costruzione di coalizioni fra democrazie.

Sicurezza e Ucraina

La parte sulla sicurezza prende le mosse dalle operazioni attribuite alla Russia sul territorio europeo. “Le minacce ibride contro l’Europa sono sempre meno ibride e sempre meno semplici minacce”, afferma von der Leyen, citando attacchi informatici, sabotaggi, incendi e incursioni di droni.

La Commissione proporrà una nuova strategia europea per la sicurezza e un meccanismo che affianchi l’articolo 4 della Nato, quello che stabilisce che ogni Paese membro possa chiedere consultazioni urgenti con gli alleati quando ritiene che la propria sicurezza, l’indipendenza politica o l’integrità territoriale siano minacciate. “È tempo di un articolo 4 europeo, o di un Protocollo di sicurezza d’emergenza”, sostiene la presidente: su richiesta di uno Stato membro, i Paesi dell’Unione dovrebbero riunirsi per coordinare la risposta, contenere l’impatto e scoraggiare ulteriori escalation.

Per l’Ucraina, la priorità è invece affrontare quello che viene definito “l’inverno più duro della guerra”, rafforzando forniture energetiche e riscaldamento. Il discorso chiede la consegna urgente dei missili Patriot americani e propone lo sviluppo con Kiev di Freyja, un sistema di difesa missilistica economico e modulare, affiancato da nuovi progetti con imprese ucraine attraverso i fondi SAFE ancora disponibili.

La pressione sulla Russia dovrà aumentare, ha detto la presidente, ma non soltanto attraverso nuovi pacchetti. “Questo non richiede sempre nuove sanzioni, ma soprattutto l’applicazione di quelle esistenti”, perché “dobbiamo chiudere ogni scappatoia”.

Gaza e migrazione

Sul Medio Oriente, von der Leyen critica l’assenza di una maggioranza europea per una risposta comune e rivendica quasi un miliardo di euro promesso per la ricostruzione di Gaza e il sostegno a una moderna Autorità palestinese, ribadendo sia il diritto di Israele all’autodifesa sia il diritto dei palestinesi a vivere in sicurezza e dignità.

La migrazione viene invece affrontata a partire dalla crisi di Ceuta. “Il confine di Ceuta è un confine europeo. Ceuta è Spagna. Ceuta è Europa”, afferma von der Leyen, indicando nel Patto sulla migrazione e l’asilo l’unica soluzione comune e chiedendone la completa attuazione.

La Commissione proporrà un quadro europeo di risposta alle emergenze per affrontare movimenti di massa organizzati o strumentalizzati, oltre a rafforzare Frontex, rimpatri e sistemi di allerta. “Siamo noi europei a decidere chi entra nella nostra Unione e a quali condizioni”, afferma la presidente, promettendo il rispetto dei diritti fondamentali, ma escludendo compromessi sulla protezione delle frontiere e sulla libertà di circolazione nello spazio Schengen.

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Minori e Big Tech

Nella parte finale, il discorso collega la difesa della democrazia al rapporto fra minori e piattaforme digitali. Von der Leyen parla di una “grande cattura dei nostri figli”, della loro attenzione e delle loro menti, denunciando perdita di sonno, ansia, autolesionismo e conseguenze del bullismo online.

La Commissione presenterà il Kids Act, con protezioni differenziate per età: nessun account personale sotto i 15 anni, nessun accesso ai social sotto i 13 anni, account limitati e controllati dai genitori fra i 13 e i 15 anni e obblighi di progettazione sicura per gli utenti fra i 15 e i 18 anni.

Il principio politico è un cambio di paradigma che mette al centro il tema della responsabilità: “Saranno le piattaforme a dover dimostrare di essere sicure”. Una sfida diretta al potere delle grandi società tecnologiche: “Siamo noi a decidere le nostre regole, non le Big Tech”. Anche qui, vedremo.

Diritti e futuro europeo

Il discorso comprende infine un European Care Deal, un Housing Act contro affitti brevi e speculazione immobiliare e un Quality Jobs Act. “La cura non è un privilegio. La casa non è un privilegio. Sono diritti”, afferma von der Leyen, accompagnando gli annunci con una difesa dell’uguaglianza: “Le donne sono qui per restare”.

Nelle conclusioni, la presidente torna ai valori fondativi, all’allargamento verso Ucraina, Moldova e Balcani occidentali e al settantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Per l’occasione viene annunciato un nuovo Congresso d’Europa, chiamato a riunire intellettuali, artisti, scienziati, cittadini e società civile per elaborare una visione destinata alle nuove generazioni.

L’impianto complessivo è quello di un’Europa che prova a trasformare la propria scala in potere politico: mercato unico, energia, tecnologia, difesa e alleanze diventano parti della stessa strategia di indipendenza. “I tempi possono cambiare, le tecnologie possono cambiare, ma i nostri valori no”, è la formula con cui von der Leyen riassume il confine politico dell’azione europea.

Ma, in un’Europa che cambia – volente o nolente – il confine tra l’adeguarsi alle modificazioni della storia e l’accettarle passivamente è molto sottile. In quel piccolissimo spazio al centro risiede la natura politica dell’Unione e della sua azione presente, fondamentale per scrivere le nuove pagine del suo e del nostro futuro. Come detto, staremo a vedere.

A cura di Simone Matteis