Approfittiamo delle vacanze estive e della pausa dell’agenda europea per riavvolgere il nastro sui primi mesi del 2026 e scoprire cosa ci aspetta da qui a fine anno: tanti appuntamenti e temi caldi che Europhonica continuerà certamente a raccontare!
Un inizio scoppiettante
L’inizio dell’anno è stato decisamente intenso: diritti dei passeggeri, sostegno all’Ucraina, nuova legge sul clima, piano contro il cancro e direttiva sulle case verdi.
Nella plenaria di gennaio, gli eurodeputati hanno approvato il pacchetto di misure per tutelare i passeggeri aerei in Europa, il “Pacchetto Novakov” (appuntatevi questo nome!). Sul tavolo anche il Mercosur, l’accordo commerciale tra l’Unione europea e i Paesi dell’America Latina: il gruppo dei Patrioti ha chiesto l’intervento della Corte di giustizia e presentato una mozione di censura contro la Commissione: tentativo respinto, ma il dibattito rimane aperto.
Non sono mancati i dossier sulla politica estera. Per l’Ucraina è stato deciso un nuovo pacchetto di sostegno finanziario da 90 miliardi di euro, per l’Iran, il Parlamento ha espresso solidarietà ai manifestanti e condannato la repressione.
Nel frattempo, le tensioni con gli Stati Uniti in Groenlandia hanno messo in stand-by l’accordo sui dazi concordato a Turnberry l’estate scorsa, dimostrando – forse più di ogni altro dossier – il peso che le decisioni del Parlamento europeo possono avere sullo sviluppo delle politiche comunitarie.
Sul fronte interno, salute e ambiente procedono a braccetto: da un lato, la proposta di ridurre le emissioni del 90% entro il 2040, dall’altro, l’idea di rafforzare un piano sanitario europeo nel prossimo quadro finanziario pluriennale, con più attenzione alle strutture e all’accesso alle cure.
Chi più ne ha, più ne metta
Il trimestre successivo ha riportato al centro consumatori, migrazione, intelligenza artificiale, automotive e libertà dei media.
Su consumatori e viaggiatori, il Parlamento ha lavorato per rendere più semplice chiedere risarcimenti in caso di prodotti difettosi, pubblicità ingannevoli e pratiche scorrette online, con l’obiettivo di spostare la responsabilità su chi danneggia e non su chi subisce.
L’intelligenza artificiale è stata affrontata con un nuovo regolamento – l’AI Ominbus – che mira a tutelare i diritti fondamentali, limitare gli utilizzi più invasivi e rendere trasparenti algoritmi e sistemi automatizzati. Innovazione sì, ma all’interno di regole comuni.
L’ambiente è rimasto un filo conduttore: standard più rigorosi per le “case green”, riduzione delle emissioni di CO₂ e veicoli più efficienti, temi che aprono anche per l’edilizia e l’industria automobilistica un’importante fase di adeguamento.
Sul tema immigrazione, sono state introdotte nuove regole di controllo e screening per i cittadini di Paesi terzi, con procedure rafforzate ai confini e una maggiore condivisione di informazioni tra Stati membri, con l’idea di rendere più coerente la gestione dei flussi e dei rischi.
Dallo spettro di una nuova pandemia al momento celebrità
Tra maggio e giugno è tornata attuale la dimensione sanitaria e quella geopolitica. L’emergere dell’Hantavirus ha riacceso il ricordo del 2020: l’Unione europea ha messo mano a un piano di emergenza per coordinare la risposta degli Stati membri in caso di nuova epidemia, con più attenzione a riserva di farmaci e capacità ospedaliera.
Sul fronte estero, lo Stretto di Hormuz è diventato motivo di preoccupazione per l’Europa, tra escalation di violenze e tensioni nelle relazioni con Russia, Israele e Paesi della regione. Il dibattito sulla coerenza della politica estera europea resta acceso, mentre dalla commissione Commercio Internazionale è arrivato il tanto atteso via libera ai dazi Ue-Usa, confermato anche dalla plenaria di giugno.
Il bilancio Ue ha invece alimentato discussioni su risorse e priorità: 60 miliardi di euro aggiuntivi nel quadro finanziario, da distribuire tra transizione verde, difesa, sanità e politiche sociali. Anche il futuro del mercato unico è tornato sotto i riflettori, con l’esigenza di preservare la competitività delle imprese europee.
Non sono mancati i riconoscimenti, più o meno simbolici, fra cui il nuovissimo Ordine europeo al merito. Un premio concesso a maggio a una ricca platea di volti noti della storia recente dell’Europa, dall’ex cancelliera tedesca Angela Merkel fino al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e al cardinale Pietro Parolin.
E mentre le giornate si allungavano sempre di più, nei corridoi di Bruxelles e sui banchi di Strasburgo hanno continuato a riecheggiare soprattutto due temi: remigrazione e automotive. Nuove misure per contrastare i flussi migratori irregolari (con annesse polemiche “rumorose”, come vi abbiamo mostrato sui nostri social) e tante novità per l’intero ciclo di vita delle automobili, tra sicurezza e transizione ecologica.
L’ultimo sprint prima delle (lunghe) vacanze
Vi ricordate Andrej Novakov? Ecco, ci risiamo: nella plenaria di luglio – l’ultima prima dello stop delle attività ad agosto – si è chiuso ufficialmente il capitolo sui diritti dei passeggeri. Il “Pacchetto Novakov” entra così nella fase decisiva, con l’obiettivo di ridurre al minimo costi extra, disagi per le famiglie e incertezze sui rimborsi.
Anche il settore dell’auto resta in primo piano: il Parlamento spinge verso un parco veicoli più verde e tecnologicamente avanzato, aprendo la strada a nuove regole che influenzeranno il mercato delle auto a partire dal 2027.
Infine, l’allargamento: Albania, Montenegro, Moldova e Ucraina sono sempre più presenti nei dibattiti sul futuro dell’Unione, e i testi votati a Strasburgo indicano un’accelerazione del percorso verso l’ingresso nell’UE, con nuove tappe negoziali previste per i prossimi mesi. Più indietro il resto dei Balcani occidentali e soprattutto la Serbia, il cui percorso di avvicinamento ai Ventisette è stato definito “di fatto bloccato” dal relatore.
Cosa ci aspetta da qui a fine anno
Dopo qualche settimana di pausa d’ufficio, preceduta da una “curiosa” concomitanza di settimane verdi (quelle, cioè, in cui i deputati lavorano nei propri territori anziché a Bruxelles), l’autunno europeo riprenderà a pieno ritmo, e si preannuncia più caldo che mai!
A scaldare l’aria settembrina ci penserà il Discorso sullo stato dell’Unione, il Soteu. La presidente della Commissione traccerà il bilancio dell’anno, indicherà le priorità dell’ultima parte del mandato e aprirà il confronto con gli eurodeputati su difesa comune, transizione verde, digitale, allargamento e uso del bilancio.
Subito dopo, il Quadro finanziario pluriennale (ovvero il bilancio dell’Unione per il settennato 2028-2034) entrerà nella fase cruciale, con discussioni attorno al sostegno all’Ucraina e alla difesa, ma anche sul rafforzamento dei sistemi sanitari, investimenti climatici e industriali e la governance dei fondi al centro di una lunga querelle tra Stati centrali e Regioni.
Ogni scelta di bilancio sarà oggetto di negoziato tra Parlamento, Commissione e governi all’interno del Consiglio, con gli irlandesi chiamati a dirimere le questioni che senz’altro emergeranno come insegna lo scontro sul negoziato – prima approvato e poi immediatamente criticato – concordato nell’ultimo mese di presidenza cipriota.
Sui banchi dell’Eurocamera torneranno poi anche alcuni dossier piuttosto articolati, dagli ultimi aggiustamenti sul Mercosur in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia, la messa a terra della regolazione sull’intelligenza artificiale, la concretizzazione delle nuove politiche su migrazione e screening ai confini, temi piuttosto attuali anche alla luce delle recentissime vicende intorno al caso Ceuta.
Sul fronte allargamento si proseguirà con nuove valutazioni su Albania, Moldova e Ucraina, tra relazioni di progresso e possibili aperture di capitoli negoziali mentre in Montenegro vedono sempre più vicino l’ingresso nel 2028.
Ora, però, è giunto il momento di prenderci una piccola pausa, per tornare a raccontarvi l’Europa molto, molto presto e dai luoghi più iconici della nostra Unione. Se state pensando a Strasburgo, vi piace vincere facile. Se invece state pensando ad altro…beh, vuol dire che ci conoscete decisamente bene
No spoiler, ora è solo tempo di vacanze: a presto!
A cura di Lorenzo Onisto e Simone Matteis